Il saluto fascista, che rimanda all'ideologia del passato, è reato. Lo sancisce la Cassazione con la sentenza n. 21409. Condannato un avvocato “nostalgico” del regime che aveva steso il braccio in una seduta al Consiglio comunale di Milano nel corso della presentazione del Piano Rom. Respinta la giustificazione dell'uomo che aveva detto di voler segnalare la sua presenza e salutare l'assessore. La difesa non ha convinto i giudici che avevano visionato le riprese. Negata l'applicazione del fatto lieve (art. 131-bis Codice penale).
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Il saluto fascista è reato, no alla «lieve entità» (di P. Maciocchi)