Anche l’e-mail aziendale è considerata corrispondenza personale e il datore di lavoro può accedervi solo a condizioni precise. Lo stesso vale per la cronologia di navigazione, controllabile solo in casi eccezionali legati alla tutela dell’azienda. Ma cosa succede in caso di licenziamento basato su comportamenti scoperti tramite profili social falsi creati dal datore?
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