È reato conservare l'acqua, destinata alla vendita, in bottiglie di plastica esposte al sole. E l'ammenda scatta a prescindere da un tempo di esposizione prolungato. Tolleranza zero della Cassazione, con la sentenza 39037, per chi non usa accortezze nel trattare alimenti deteriorabili. Multato per 1.500 euro il commerciante che aveva venduto bottiglie di acqua tenute nel piazzale prima della vendita. La vendita di alimenti in cattivo stato di conservazione è reato di pericolo presunto. E la violazione si concretizza anche in assenza di un effettivo accertamento del danno al bene tutelato. Basta ci siano azioni idonee a determinare il pericolo di danno o deterioramento dell'alimento. Il divieto risale a un decreto ministeriale del 1927 quando il Pet non esisteva, ma si utilizzava il vetro.

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“Acqua in bottiglie di plastica per la vendita: reato esporle al sole” (di Patrizia Maciocchi) »
Ammenda di 1500 euro per il commerciante che conserva l'acqua destinata alla vendita in contenitori di plastica esposti al sole. E la multa scatta a prescindere da un tempo di esposizione prolungato. Tolleranza zero della Cassazione (sentenza 39037) nei confronti di chi non usa le dovute accortezze nel trattare gli alimenti deteriorabili, mettendo a rischio la salute dei consumatori. I giudici di piazza Cavour hanno così respinto il ricorso del titolare di un esercizio commerciale che aveva messo in vendita bottiglie di acqua minerale, tenute nel piazzale davanti al negozio prima di portarle all'interno...continua a leggere »

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