Confini: Tra geopolitica e bollette

Sabotatori di energia, le nostre tasche e il nucleare come soluzione

Il primo reattore nucleare civile al mondo è stato costruito nell’oblast di Kaluga, circa 110 chilometri a Sud-Ovest di Mosca. Entrò in funzione il 27 giugno 1954, immettendo elettricità nella rete con una potenza di circa 5 MegaWatt. Restò in servizio fino al 2002, poi trasformato in museo. È la Gran Bretagna a sviluppare nel 1956 Calder Hall, la prima infrastruttura su scala commerciale: 200 MegaWatt. L’Aiea, l’agenzia di controllo, nasce nel 1957 e in quello stesso anno si verifica un incidente a Windscale in Inghilterra. Poi c’è la grande espansione. Chernobyl nel 1986 cambia la traiettoria. O meglio, porta alla stagnazione. Oggi le tecnologie sono sicure e le prospettive di sovranità sono fondamentali e imprescindibili per la stabilità economica di un Paese. Come l’Italia. L’importanza dell’energia è sempre stata sul tavolo della politica, ma oggi assume nuova rilevanza, perché ora la sfida si gioca tutta sul terreno dell’Intelligenza artificiale. E i data center ne mangiano tanta di energia, oltre all’acqua che consumano. In che direzione andranno l’Italia e l’Europa rispetto a questo argomento? Ne discutono insieme al conduttore Simone Spetia e a Claudio Antonelli, vicedirettore di 24Ore NextMed, Antonio Talia, di Radio 24 e coautore del podcast Nome in Codice, la professoressa Lucia Visconti Parisio, docente di Scienze delle finanze presso l’Università degli Studi di Milano Bicocca, e Ruggero Corrias, chief public affairs di Newcleo. Un reportage propone un’analisi di proiezione del costo della bolletta con scenari diversi (nucleare, gas, Gnl o rinnovabili).
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