Nel cibo si misura da sempre il rapporto tra innovazione, mercato e stabilità politica. Dalla scoperta delle conserve di Nicolas Appert, che consente a Napoleone di accelerare la sua macchina militare, fino agli shock contemporanei sulle materie prime agricole, la sicurezza alimentare torna ad essere un nodo strategico. Tra deglobalizzazione, energia e tensioni geopolitiche, il confine che tracciamo è quello tra scarsità e abbondanza. La terza puntata di Confini si occupa del legame tra tecnologie, produzione e prezzi del cibo. Un focus su dove si produce oggi e quali siano le aree più esposte alle tensioni geopolitiche. Quanto incidono realmente le tensioni internazionali sulle filiere e quali sono oggi le materie prime più vulnerabili nel breve periodo? E Come si difendono le filiere italiane? La puntata analizza il rapporto tra Europa, Africa e Mediterraneo. Tra protezione e cooperazione. Ne discutono assieme al conduttore Simone Spetia, Luigi Scordamaglia, ad di Filiera Italia, Enrica Gentile, ad di Aretè, Carlo Stagnaro, direttore ricerche dell’Istituto Bruno Leoni e Claudio Antonelli, vice direttore 24Ore NextMed. Un approfondimento sugli accordi Mercosur e sulla sicurezza di ciò che mangiamo. Sulle potenzialità e sul tema delicato della reciprocità dei protocolli. Due i servizi. Il primo da Cirimido, tra Milano e Como, dove Planet farms ha sviluppato un modello verticale di produzione con un risparmio del 96% di acqua, grazie all’uso delle nuove tecnologie. Compresa l’Intelligenza artificiale. Il secondo dal Sahara algerino dove Bf, nell’ambito del Piano Mattei, sta portando infrastrutture, acqua e nuove colture del grano duro. Obiettivo quella sovranità alimentare che è mancata soprattutto durante le cosiddette primavere arabe.