Confini

Confini: Tra democrazie e non. Occidente a un bivio, tra tornate elettorali e i successi delle autarchie

Il contrasto tra democrazie e autocrazie non è certo una novità. Nelle Storie di Erodoto, Otane difende l’isonomia (uguaglianza di fronte alla legge), Megabizo l’oligarchia, Dario la monarchia, e Dario vince, con un argomento che i sostenitori dei regimi autoritari ripetono da 2.500 anni: il governo di uno solo è più rapido, coerente e segreto, mentre nelle assemblee popolari prevalgono la confusione e i demagoghi. Secondo classifiche internazionali, nell’ultimo ventennio le democrazie nel mondo sono calate dal 60% a poco più del 40. Una tendenza dettata dal fatto che il mondo non è più diviso in blocchi. A incidere la necessità. Ne discutono insieme al conduttore Simone Spetia e a Claudio Antonelli, vicedirettore di 24Ore NextMed, Giuliano Noci professore ordinario in Ingegneria economico-gestionale presso la School of Management del Politecnico di Milano, il giornalista e analista politico americano Andrew Spannaus e la docente di Storia contemporanea e Teoria e storia dei movimenti e dei partiti politici presso il Dipartimento di Scienze Politiche della LUISS, Vera Capperucci. Un reportage da Ceuta a cura di Giampaolo Musumeci documenta la situazione dell’exclave spagnola sul Continente africano dopo i fatti della scorsa estate.
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