Roma, 26 feb. (askanews) - Le équipe di Medici Senza Frontiere (MSF) nell ospedale di Abs, in Yemen nord-occidentale, stanno affrontando un aumento nel numero di pazienti colpiti dal morbillo. Ogni settimana si registrano dai 25 ai 35 nuovi casi, per la maggior parte bambini provenienti dalle aree rurali del paese.

I casi di morbillo, estremamente contagioso e oggi una delle principali cause di mortalità tra i bambini yemeniti, sono in aumento in tutto il Paese. Nel 2018, MSF ha curato 1.787 persone per il morbillo in Yemen. Il ritorno di epidemie di malattie prevenibili, come il morbillo, il colera e la difterite, è la diretta conseguenza del collasso del sistema sanitario yemenita: metà delle strutture mediche sono danneggiate o non pienamente in funzione - denuncia MSF - la restante parte soffre della carenza di personale e forniture, e le persone hanno gravi difficoltà di accesso alle cure.

In Yemen poter condurre campagne di vaccinazione è fondamentale per prevenire future epidemie. Ma nel Paese, ricorda MSF, che lì ha il suo più importante intervento in una zona di conflitto, l'accesso delle persone ai servizi e agli aiuti primari è gravemente limitato perché le parti in conflitto continuano a distruggere le infrastrutture civili, compreso il sistema sanitario. "Diversi governi si sono incontrati a Ginevra per discutere i fondi da impegnare per affrontare la crisi umanitaria, ma paradossalmente - si sottolinea - molti di questi governi, tra cui quello italiano, sono tra i principali esportatori di armamenti verso l Arabia Saudita e gli altri Paesi coinvolti nel conflitto, che sta causando enormi bisogni umanitari e ostacolando la fornitura di aiuti".