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Yemen, il grande scambio tra prigionieri, in mille tornano a casa

Milano, 16 ott. (askanews) - Gridano "Morte all'America e morte a Israele" i ribelli houthi sull'aereo che li riporta a casa. E' in corso in Yemen un grande scambio di prigionieri tra le due fazioni in conflitto nella guerra civile che ha devastato il Paese.

Due ostaggi statunitensi detenuti dagli Houthi sono stati rilasciati, grazie a questo accordo fra il governo e i ribelli. Sandra Loli, un operatore umanitario , e l'uomo d'affari Mikael Gidada sono stati liberati già mercoledì. "Vivevo e lavoravo in Yemen, sono stato imprigionato 899 giorni, due anni e sei mesi in isolamento. E' stato un inferno", ha dichiarato Gidada.

L'accordo di scambio, patrocinato dall'Onu, è considerato un primo segnale di progresso nel processo di pace per porre fine a un sanguinoso conflitto che va avanti da sei anni. In tutto sono circa mille le persone, che torneranno a casa. Continuano ad atterrare all'aeroporto di Sana'a aerei con ribelli Houthi rilaasciati. In tutto sono circa 600, mentre 400 sono le persone legate al governo sostenuto dall'Arabia Saudita dirette dalla parte opposta.

Lo Yemen è stato devastato da un conflitto che si è intensificato nel marzo del 2015, quando i ribelli hanno preso il controllo di gran parte dell'ovest del paese e hanno costretto il presidente Abdrabbuh Mansour Hadi a fuggire all'estero.

La guerra civile ha anche innescato il peggior disastro umanitario del mondo, con migliaia di civili che muoiono per cause prevenibili, tra cui malnutrizione, malattie e cattive condizioni di salute.

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