Mondo

Vini e formaggi, più export verso il Giappone

di Stefano Carrer

L'accordo di libero scambio tra Unione Europea e Giappone, entrato in vigore il primo febbraio scorso, ha azzerato i dazi sul vino e ridotto quelli sui formaggi e molto altri prodotti. Le indicazioni sui primi mesi di applicazione del Free Trade Agreement segnalano un aumento delle esportazioni agroalimentari dall'Italia - e dalla Ue in genere - verso il Sol levante, come confermano alla catena di supermercati di qualità Meidi-Ya, nel punto vendita di Hiroo a Tokyo dove si trova un grande quantità di prodotti made in Italy e di altri Paesi. Non si tratta solo di dazi ridotti o eliminati: secondo il prof. Fukunari Kimura della Keio University, l'accordo di libero scambio ha almeno due significati più profondi: un messaggio forte al mondo contro il protezionismo e un avvicinamento sostanziale di due grandi blocchi economici. Dal primo ottobre e' pero scattato in Giappone l'aumento dell'Iva dal'8 al 10%, da cui sono stati esentati i formaggi ma non gli alcolici; una manovra accompagnata da incentivi per i pagamenti elettronici. Enoteche specializzate come Vinos Yamazaki di Ginza cercano di annullare l'effetto negativo sul “sentiment” dei consumatori.
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