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Vargas Llosa: ho scritto anche mentre ero ricoverato per Covid

Roma, 9 mag. (askanews) - Mario Vargas Llosa, 86 anni, ha continuato a scrivere anche durante il suo ricovero per Covid-19 a Madrid . Lo ha rivelato lo stesso scrittore peruviano naturalizzato spagnolo presentando il suo nuovo libro "La mirada quieta" (Lo sguardo calmo) al Salone del libro di Buenos Aires.

"Scrivevo all'ospedale. Sì, sì, alla clinica. L'ultimo giorno che sono stato lì", ha spiegato Vargas Llosa, che sulla stampa ha fatto molto parlare per un articolo di critica intitolato "Cervantes" e dedicato al libro del direttore dell'Accademia reale spagnola Santiago Munoz Machado.

"Ricordo come una vera liberazione quando mi hanno messo sotto ossigeno nella clinica. E allora sono riuscito a respirare. Non poter più respirare è un'esperienza traumatica", ha ricordato.

Sul suo nuovo libro, dedicato allo scrittore spagnolo Benito Perèz Galdòs, di cui, durante la pandemia, ha letto tutti i libri, spiega: "Penso che lui sia probabilmente stato il primo scrittore professionista a comparire sui nostri libri. Sia in America latina che in Spagna. E poi si impegnò a scrivere un romanzo ogni tre mesi. E l'ha fatto, diciamo, anche se i romanzi non gli uscivano sempre bene", ha affermato.

"Scrivo sempre romanzi, sto sempre scrivendo romanzi. Alle volte non vengono pubblicati e allora me li guardo. Ma non smetto mai di scrivere romanzi", ha concluso il premio Nobel per la Letteratura 2010.

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