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Usa, la scommessa di Trump alla Corte Suprema con Amy Barrett

Roma, 14 ott. (askanews) - Continuano davanti al Senato di Washington le audizioni di Amy Coney Barrett. La superconservatrice candidata alla Corte Suprema incalzata dai democratici ha assicurato di non avere una agenda politica, smentendo che sia sua intenzione votare per sentenze che restringano l'accesso alle cure sanitarie e all'aborto.

Fra i senatori a interrogarla anche Kamala Harris, candidata vicepresidente del democratico Joe Biden per le presidenziali che si terranno ormai fra venti giorni.

Ma Barrett ha rifiutato di spiegare come voterebbe se si trovasse a decidere della costituzionalità di misure restrittive, anche nei confronti della famosa sentenza Roe contro Wade che dagli anni Settanta tutela il diritto di aborto negli Stati Uniti. L'alta magistrata ha una lunga storia di opposizione personale all'aborto e alla legge sulla sanità della presidenza Obama.

La questione Corte Suprema resta scottante. Barrett, che dovrebbe sostituire la super liberal icona femminista Ruth Ginsberg, è la terza giudice nominata da Donald Trump in appena 4 anni; il primo quando l'attuale presidente era appena entrato in carica, perché il Congresso repubblicano aveva impedito a Barack Obama di nominarlo un anno prima. La terza, adesso a ridosso delle elezioni. Per molti, sono manovre illecite. E molti chiedono a Joe Biden di intervenire, se vincerà, aumentando i magistrati che siedono alla Corte Suprema; sono nove per tradizione, ma il numero non è definito dalla Costituzione. E la questione resta rovente al centro della campagna elettorale.

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