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Uruguay, caso Ventre: il pm ipotizza omicidio preterintenzionale

Roma, 25 gen. (askanews) - La procura di Roma indaga per omicidio preterintenzionale a carico di ignoti in merito al caso di Luca Ventre, il 35enne italiano morto a Montevideo, in Uruguay, dove è stato immobilizzato e tenuto a terra per diversi minuti dopo avere scavalcato una recinzione dell'ambasciata italiana dicendo di essere in pericolo di vita, come si vede dai filmati delle telecamere di sicurezza.

Il sostituto procuratore Sergio Colaiocco che ha in carico le indagini sul caso ha chiesto ai carabinieri del Ros di svolgere una serie di verifiche sulla vicenda mentre è al vaglio la possibilità di far rientrare in Italia la salma dell'uomo.

Prima di scavalcare Luca aveva citofonato, ma era disperato e impaurito e per questo ha cercato di superare il muro di cinta.

La famiglia di Ventre accusa uno degli agenti uruguaiani che avrebbe immobilizzato l'uomo sul selciato dell'ambasciata. Padre di una bimba di 8 mesi, Ventre si era trasferito a Montevideo nel 2013; dopo aver gestito un bar e una pizzeria, collaborava con la Camera di commercio cittadina per l'import-export di prodotti alimentari, in particolare cioccolata. Secondo alcune testimonianze ultimamente era depresso e aveva problemi di droga.

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