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Una mostra su Vivian Maier, Parigi celebra la tata-fotografa

Parigi, 14 set. (askanews) - Parigi celebra per la prima volta, con una retrospettiva, la fotografa statunitense Vivian Maier, esponente della street photography: 278 scatti inediti, nove film e oggetti che le appartenevano in mostra al Musée du Luxembourg.

Nata a New York nel 1926, Vivian Maier ha vissuto nell'ombra; la sua arte e le sue foto si sono conosciute solo di recente grazie a un giovane rigattiere che acquistò all'asta, nel 2007, due anni prima della morte di Vivian, una scatola di oggetti appartenuti a una sconosciuta signora. All'interno c'erano anche più di trecento negativi e rullini mai sviluppati. Incuriosito indagò e scoprì che erano appartenuti a una bambinaia che lavorava a Chicago. Una tata che amava immortalare ogni cosa, scatti di vita, attimi, volti, persone, una pioniera della street photography.

"È un personaggio, un personaggio misterioso, un personaggio invisibile, anonimo, ombroso, qualcuno che non ha veramente una vita, che è passato attraverso la sua vita, senza lasciare veramente nessuna traccia, almeno in apparenza" dice la curatrice, Anne Morin.

"Molto spesso andava a passeggiare nei quartieri popolari perché è lì che si trova la vita, come direbbe Helen Levitt, che è una fotografa americana contemporanea, è lì che andava a cercare questi piccoli aneddoti, lì cercava questi volti provati, questi consumati, stanchi, persino esausti. Ed è qui che ha fatto una cosa assolutamente fantastica, perché pochissimi fotografi hanno guardato a questo problema: che siano neri, che siano vecchi, sono tutti di periferia".

Foto che diventano a un certo punto quasi un racconto, spiega la curatrice, Maier si è avvicinata "alla narrazione del cinema con la sua macchina fotografica". La mostra viene già considerata un evento unico e da non perdere.

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