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Una fuoriuscita di petrolio inquina i fiumi dell'Amazzonia

Roma, 2 feb. (askanews) - Da giorni il grezzo inquina lentamente la giungla dell'Amazzonia, a causa di un incidente a un oleodotto locale, danneggiato da una frana. Sono immagini che lasciano senza parole quelle delle acque torbide del Rio Coca, in Ecuador, affluente del Rio Napo, che si getta poi nel Rio delle Amazzoni in Perù. Un disastro ecologico. "Anche se ci sarà una pulizia, anche se pagheranno quel che pagheranno, non sarà più come prima", commentano i residenti del villaggio di Puerto Maderos, zona colpita dalla fuoriuscita di petrolio. Da giorni sono impegnati a ripulire le acque, un'impresa che appare impossibile.

"Dico che quello che è successo, e tutto, la natura, gli animali, tutto questo non tornerà come prima, non torneranno come prima", denuncia ad Afp Bolivia Buenano, residente di Maderos.

"La verità - aggiunge Rommel Buenano, barcaiolo - la cosa principale che avvertiamo è l'indignazione, è la cosa più forte, perché noi siamo qui da 2 o 3 anni e questo arriva spesso".

Le acque nere hanno già ucciso gli animali e minacciano i residenti. Rosa Tapinoa, vice-presidente del Fecunae, Federazione delle comunità amazzoniche:

"Sentiamo di aver perso tutto, e se dovessimo recuperare, dalle autorità non riceviamo alcun sostegno".

La zona della castrofe è a poco meno di cento chilometri a est di Quito, capitale dell'Ecuador. L'oleodotto Ocp (Oleoducto de Crudos Pesados) è lungo quasi 500 km (485) attraversa in totale 4 province e trasporta verso la costa pacifica circa 160.000 barili al giorno da dei pozzi di petrolio in piena giungla amazzonica. Ad oggi né il governo né l'Ocp hanno precisato la quantità di petrolio sversato nell'ambiente.

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