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Un apicoltore: se l'ape scompare, scompariremo anche noi

Roma, 28 ott. (askanews) - Charles Huck è stato un apicoltore per mezzo secolo in Alsazia, nell'est della Francia. È stato testimone del calo vertiginoso del raccolto di miele e ha dovuto reinventarsi per sopravvivere, mentre la sua professione, vittima da molti anni dei cambiamenti climatici, sta vivendo uno dei peggiori anni in assoluto.

"Non so se quest'arnia sopravviverà, perché non vedo delle uova. Non so, la regina è diventata sterile, quindi probabilmente avremo molte perdite invernali questo inverno".

"Molti fiori sono gelati, le acacie e anche altri fiori sono gelati all'inizio della primavera, a maggio, con il gelo. Quindi niente fiori, niente nettare, niente miele", ha spiegato in un'intervista ad Afp.

"La raccolta quest'anno è circa il 5% di una raccolta normale. Accade dopo un anno generoso nel 2020, ma prima dell'anno generoso del 2020, ci sono stati due anni, il 2018 e il 2019, che sono stati anni di raccolta scarsa".

"Noi da parte nostra dobbiamo adattarci, ma non solo noi, tutti, l'umanità intera deve interrogarsi e deve evolvere, affinché domani, mio Dio, il nostro pianeta possa essere sostenibile".

"L'ape è una dei piccoli, come tutti gli insetti. Noi facciamo parte dei grandi. Se domani l'ape scompare, i grandi scompariranno", ha concluso.

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