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Ucraina, le mogli del battaglione Azov chiedono aiuto al Papa

Roma, 11 mag. (askanews) - Si chiamano Kataryna Prokopenko - moglie del comandante del battaglione nazionalista ucraino Azov, Denis Prokopenko - e Yuliya Fedosiuk, moglie di un altro ufficiale dell'unità ancora asserragliata nell'acciaieria Azovstal di Mariupol assediata dalle forze russe. Papa Francesco le ha salutate al termine dell'udienza generale che si è tenuta in Piazza San Pietro.

Le due giovani donne, accompagnate dall'ambasciatore ucraino presso la Santa Sede, Andrii Yurash, hanno chiesto a Bergoglio di intervenire per salvare le vite dei loro mariti e degli altri militari ucraini.

"Speriamo tutti che posssa salvare le vite dei nostri mariti, le vite dei soldati ad Azovstal, speriamo che questo incontro possa darci semplicemente l'opportunità di salvare le loro vite", ha affermato Kataryna.

"Siamo pronti all'azione del Papa, della sua delegazione, e i nostri soldati sono pronti a essere evacuati in paesi terzi, sono pronti a deporre le armi in caso di evacuazione in paesi terzi", ha aggiunto.

Le due donne hanno raccontato che i soldati nell'acciaieria di Azovstal vivono ormai in condizioni disperate, non è rimasto più cibo, né acqua e molti soldati che erano feriti sono ora morti.

"Abbiamo detto al Papa che 700 dei nostri soldati sono feriti

ha aggiunto Yuliya - hanno cancrene, amputazioni, la loro carne è in putrefazione e molti di loro sono morti e non li possiamo seppellire, non possiamo seppellirli secondo le tradizioni cristiane. Abbiamo chiesto al Papa di aiutarci, chiediamo al Papa di essere mediatore in questa guerra e di farli passare attraverso un corridoio umanitario".

"Gli abbiamo chiesto di venire in Ucraina, di venire a Zaporizhzhia e di parlare con Putin per dirgli di lasciarli andare", ha concluso.

(IMMAGINI FRANCE PRESSE)

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