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Tunisi, fra fenicotteri e ristrutturazione la laguna di Sijoumi

Roma, 30 mar. (askanews) - Stuoli di fenicotteri rosa si distendono sulla laguna di Sijoumi, anche detta "sebkhet". Qui vive la metà degli abitanti di Tunisi, e oltre centomila uccelli svernano in questo prezioso ecosistema, una delle più grandi zone umide del Mediterraneo; un ecosistema che però è messo a rischio dall'uomo.

Ci sono le discariche di rifiuti che si accumulano, ma c'è anche un progetto del comune tunisino per la ristrutturazione del sebkhet che inquieta gli ambientalisti: dovrebbe ripulire e disinquinare sì, ma prevede anche la cementificazione di una parte del sito a scopo commerciale, e la variazione della profondità del bacino. Secondo Nadia Gouider, direttrice del progetto al ministero delle infrastrutture, non c'è niente da temere. Nel Sebkhet, dice, "ci sono costruzioni e discariche abusive: se non si provvede quest'area finirà per scomparire".

La pensa diversamente Hichem Azafzaf, presidente dell'associazione Amici degli uccelli. Certe specie di anatre che si nutrono solo in superficie potrebbero non trovare più cibo, avverte, e i fenicotteri, che spaziano a piacimento per tutte le zone umide del Mediterraneo, potrebbero allontanarsi: "Come associazione Gli amici degli uccelli non siamo contrari al progetto di sviluppo in assoluto, ma siamo contro questa variante che è stata accettata e non tiene in considerazione le specificità del sito".

Rincara Imen Rais, coordinatrice del progetto acque dolci del WWF in Tunisia: i cambiamenti climatici portano sempre maggiori problemi nelle zone umide mediterranee: "Preservando questi spazi, minimizziamo l'impatto dei cambiamenti climatici in futuro, proteggiamo la zona umida e tutta la popolazione che vive sulle sue rive".

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