LA STELLA NBA

Tributo a Kobe Bryant. #BlackMambaForever


Dagli anni italiani alla fine tragica: 30 anni da fenomeno della palla a spicchi. #BlackMambaForever. È con questo hashtag che gli appassionati di pallacanestro, ma di sport in generale, stanno affidando ai social il loro cordoglio per la scomparsa di Kobe Bryant, morto domenica insieme alla figlia Gigi e ad altre sette persone quando l'elicottero su cui erano a bordo è precipitato a Calabasas, in California. Per alcuni è addirittura il goat, ovvero il greatest of all time, il più forte di sempre. Sia come sia, i numeri parlano di una carriera impressionante. Due volte campione olimpico, cinque volte campione Nba, per ben 18 volte selezionato per l'All Star Game, vincitore della gara delle schiacciate nel 1997 e del titolo di MVP, ovvero di miglior giocatore, nella stagione 2008. Era da sempre molto noto anche in Italia, dove era cresciuto da ragazzino imparando la lingua che ancora parlava correntemente. Nato nel 1978 a Philadelphia, Kobe era figlio d'arte, del pivot Joe “Jellybean” Bryant, che oggi ha 65 anni e negli anni Ottanta giocò per ben sette stagioni in Italia per molteplici squadre. È dal padre che deriva il legame di Kobe, da bambino, con l'Italia. Quando aveva sei anni, la famiglia si trasferì a Rieti e poi a Reggio Calabria, Pistoia e Reggio Emilia, la città preferita del giovanissimo Kobe
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