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Tonga isolata dopo l'eruzione, gravi danni alla costa occidentale

Roma, 18 gen. (askanews) - Tonga ricoperta di cenere e isolata dopo la potente eruzione del vulcano sottomarino Hunga-Tonga il 15 gennaio scorso, la quale ha provocato uno tsunami e un primo decesso confermato. La cenere sulla pista principale dell'aeroporto della capitale del regno polinesiano del Sud Pacifico ha impedito l'atterraggio ai primi soccorsi aerei inviati da Nuova Zelanda e Australia.

Fatafehi Fakafanua, presidente dell'Assembela legislativa di Tonga:

"Le ceneri si stanno dimostranto parecchio problematiche, non solo per l'acqua e l'igiene perché gli abitanti di Tonga raccolgono l'acqua dai tetti delle abitazioni, ma in termini di accesso degli aiuti dell'Australia e della Nuova Zelanda e di altri voli. Devono pulire la pista d'atterraggio".

Ci vorranno inoltre giorni prima che le navi militari con rifornimenti raggiungano le isole. Una nave della Marina militare neozelandese è salpata per portare aiuti a Tonga, mentre crescono i timori di una possibile crisi umanitaria.

"Stiamo tutti cercando di tornare alla normalità - ha spiegato nel corso di un'intervista radiofonica Peter Lund, alto commissario ad interim della Nuova Zelanda a Tonga - sembra che ci siano, John, dei danni molto estesi sulla costa ovest di Tongatapu, la costa ovest, le spiagge laggiù".

"Ho capito, parlando con il nostro consulente della polizia questa mattina, notizie non confermate di tre decessi, ma non sono ancora confermati", ha poi aggiunto.

Il paese ha dichiarato lo stato di emergenza, mentre l'eruzione ha reciso un cavo sottomarino, interrompendo le comunicazioni con il mondo esterno, internet compreso. Il sistema 2G, tuttavia, è in fase di ripresa, ciò significa che gli abitanti potranno telefonare e inviare messaggi, in alcuni casi anche e-mail.

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