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Terremoto in Colombia, i soccorritori chiedono silenzio per cercare superstiti: pugni alzati e tutti si fermano
(LaPresse) È una corsa contro il tempo quella dei soccorritori impegnati tra le macerie del terremoto che ha colpito la Colombia lunedì. A Cali, nella zona meridionale della città, le squadre stanno cercando sopravvissuti nell’edificio Capri, crollato dopo la forte scossa. Quando un soccorritore dà il segnale, sul posto cala il silenzio. I pugni alzati indicano agli altri membri della squadra di fermarsi e ascoltare: ogni rumore potrebbe essere un possibile segno di vita sotto le macerie.
Le prime 48-72 ore sono considerate decisive per trovare persone vive, anche se questo limite può allungarsi nel caso in cui gli intrappolati abbiano ancora accesso a cibo e acqua. Il terremoto, di magnitudo 7,4, ha provocato almeno 265 vittime. Il presidente colombiano Abelardo de la Espriella ha parlato di quasi 500 persone disperse, mentre le organizzazioni civili stimano il numero a oltre 4.100. Più di 25.800 famiglie sono state colpite dal sisma.