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Tagikistan, su via della Seta il Paese "attento" a ruolo donne

Milano, 26 gen. (askanews) - La via della seta? Se Marco Polo faceva quella strada, una ragione c'era. E quella strada è sempre passata attraverso un territorio montuoso abitato da una popolazione storicamente accogliente: l'attuale Tagikistan, paese a maggioranza musulmana dove però le donne hanno un ruolo attivo, anche in politica.

Lo spiega Jamoliddin Ubaidullo, ambasciatore del Tagikistan in Italia e Francia: "il governo del Tagikistan presta molta importanza sotto tutti gli aspetti alle donne, al ruolo delle donne. Abbiamo due-tre donne ministri e in quasi tutti i ministeri chiave, dei vice donna. E abbiamo avuto un vice premier donna in passato", dichiara.

Il Tagikistan ha compiuto importanti progressi. Ha ridotto il tasso di povertà dall'83% a circa il 26,3% tra il 2000 e il 2021, mentre l'economia è cresciuta a un tasso medio del 7% all'anno.

Oggi il Paese mira a muoversi verso un'economia digitale e aumentare l'inclusione finanziaria dal 47% del 2017 al 65% nei prossimi cinque anni. Ma dietro ai numeri ci sono storie di donne vere, in carne e ossa.

Secondo Vincenzo Trani, presidente Mikro Kapital, "esempi di piccole imprenditrici ne abbiamo proprio tanti. Fa particolarmente impressione vedere queste donne molto attive anche dal punto di vista delle iniziative. Io ricordo una donna imprenditrice cui abbiamo finanziato l'acquisto di un'attrezzatura che serviva ad essiccare la frutta per poterla conservare e per poterla spedire su mercati non locali".

La produzione di frutta secca, tipica di questa regione, non è così scontata, spiega Trani che finanzia il business al femminile in questo Paese attraverso Mikro Kapital e la sua sussidiaria locale Imon.

E alcuni macchinari, anche italiani, sono importanti. Come c'è anche esperienza italiana nel progetto idroelettrico Rogun: la diga più alta del mondo, che raddoppierà la produzione energetica del Tagikistan, costruita da Webuild.

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