MORNING CALL

Sui dazi preoccupano le azioni unilaterali di Trump

di Rosalba Reggio

A marzo del 2018 è cominciata una guerra commerciale, partita dagli Sati Uniti, che non si risolve. Trump si definisce artista degli affari e della contrattazione e al suo insediamento ha cambiato una serie di accordi internazionali che riteneva fossero svantaggiosi per gli Stati Uniti: tra questi l'accordo con la Cina. La strategia di Trump è stata dunque quella di rigettare gli accordi precedenti e ricontrattare. Con questo obiettivo ha inserito una serie di dazi sulle importazioni cinesi, che i cinesi non condividono e giudicano solo una mossa strategica per contenere la loro competitività. In realtà nell'interazione commerciale tra Usa ed Europa con la Cina è difficile capire chi goda di svantaggi leali. E evidente invece, che gli effetti della globalizzazione in Usa e Europa siano stati asimmetrici tra regioni. Il voto per Trump è stato ampio proprio nelle regioni che hanno subito effetti negativi per la globalizzazione. In tutto questa vicenda, però, un effetto molto negativo è dato dalla perdita di legittimità delle istituzioni come OMC o MEC, i cui tribunali vengono messi sotto pressione a causa delle azioni unilaterali di Trump. Ne parla Gianmarco Ottaviano, docente di Economia politica Cattedra Boroli di Studi Europei, Università Bocconi.

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