Roma, 22 set. (askanews) - Storico accordo fra il Vaticano e la Cina che riammette nel consesso vaticano 8 vescovi nominati da Pechino. L'accordo, benché per ora cautamente definito "provvisorio", dovrebbe garantire che in futuro la nomina dei vescovi avvenga con l approvazione di ambo le parti. In Cina esistono due Chiese cattoliche, una patriottica e una clandestina vicina al vaticano.

Spiega il cardinale Pietro Parolin, segretario di stato ovvero ministro degli Esteri vaticano, in un video in inglese, comprensibile quindi ai cinesi: "La firma di un Accordo Provvisorio tra la Santa Sede e la Repubblica Popolare Cinese sulla nomina dei vescovi riveste una grande importanza, specialmente per la vita della Chiesa cattolica in Cina e per il dialogo tra la Santa Sede e le Autorità civili di quel Paese, ma anche per il consolidamento di un orizzonte internazionale di pace, in questo momento in cui stiamo sperimentando tante tensioni a livello mondiale".

La firma segue anni di trattative ed è frutto della volontà di papa Francesco e prima di lui di Benedetto XVI. L'intesa apre la via alla futura riunificazione delle due realtà, qualla clandestina e spesso perseguitata, e quella patriottica. Parolin invita quindi a uno spirito di riconciliazione.

"Alla comunità cattolica in Cina - ai Vescovi, ai sacerdoti, ai religiosi, alle religiose e ai fedeli, il Papa affida in modo particolare l impegno di vivere un autentico spirito di riconciliazione tra fratelli, ponendo dei gesti concreti che aiutino a superare le incomprensioni del passato, anche del passato recente. In questo modo i fedeli, i cattolici in Cina, potranno testimoniare la propria fede, vivere un genuino amore di patria e aprirsi anche al dialogo tra tutti i popoli e alla promozione della pace", ha concluso il cardinale.