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Mondo

Speciale presidenza Romania, ambasciatore: futuro Ue nei valori

  • 06:33

Roma, 19 mar. (askanews) - Con l'ambasciatore di Romania in Italia George Bologan per fare il punto del semestre di presidenza europea affidato alla Romania tra sfide e certezze.

"Quest'anno dobbiamo celebrare momenti significativi come i 30 anni dalla caduta del Comunismo, perché 30 anni fa molti non pensavano che la Romania arrivasse a questo punto, ad avere la presidenza dell'Ue. E credo che sia importante anche fare riferimenti alla storia, a questo passato recente, perché l'Ue si capisce meglio partendo anche da questo episodio che ha creato tanto entusiasmo. Oggi la Romania è per la prima volta presidente di turno dell'Ue in un periodo molto delicato, ma per noi dal 2007 in poi, l'adesione Ue ha significato tanto: il raddoppiamento della rescita procapite, gli investimenti diretti. Oggi la Romania ha un Pil al 3,8%, non so quanti altri Paesi possano vantare una crecita così significativa, ma soprattutto, il progetto Erasmus, la possibilità per tanti giovani di entrare in contatto con loro coetanei, interagire con realtà di altri Paesi e portare una crescita che chiamerei trasfrontaliera".

"La coesione non è una metafora, la coesione è la chiave per poter creare un'infrastruttura europea di cui abbiamo bisogno, una struttura vera ed efficace, che aiuti anche una prassi di intesa tra persone e politici e da qui poi derivano i pilastri della presidenza. l'Europa della covergenza, per uno sviluppo equo e sostenibile, l'Europa della sicurezza, un tema molto sensibile e importante, perché parliamo non solo della sicurezza ai confini, come molti possono intenderla oggi parlando di immigrazione, ma anche sicurezza interna, perché crea il senso di benessere e serenità del cittadino. In tal senso è importante la cooperazione anche in Frontex, per le frontiere esterne dell'Ue, e Italia e Romania sono Paesi di frontiera. Per la sicurezza interna aumentare la cooperazione tra le varie polizie degli stati menri. Poi l'Europa come attore globale. L'Europa deve avere una politica estera ancora più efficace e sentita per dimostrare che è attore globale credibile che porta avanti l'interesse dei suoi cittadini. L'altro pilastro è l'Europa dei valori. Il consenso generale si costruisce sui valori, che danno anche energie e il senso della stabiltà del'Ue, che danno contenuto non solo una forma ma che sia Ue di fatto".

"Credo che queste consultazioni siano importanti per dare il polso, si è visto con la Brexit quanto è stato durissimo questo periodo, che ancora oggi, è molto incerto, forse più incerto di una settimana fa. E' un momento che aiuta la riflessione, perché bisogna pensare bene e per due volte quando si fa una scelta anche alle possibili conseguenze. Se abbiamo un credo nell'Ue troviamo anche le soluzioni. L'Ue non è paradiso terrestre ma l'Ue è riuscita a portare i cittadini fuori dall'inferno delle due Guerre".

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