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Spagna, schierati militari a Ceuta per pattugliare confini

Milano, 18 mag. (askanews) - Il governo spagnolo sceglie la linea dura contro i migranti e schiera i suoi militari a Ceuta per pattugliare il confine con il Marocco dopo che quasi 6.000 migranti hanno raggiunto l'enclave spagnola via mare, nuotando, o a piedi dal vicino Marocco.

"Migliaia di persone hanno attraversato la frontiera passando dal Marocco alla città spagnola di Ceuta. Questa ondata di arrivi di migranti irregolari rappresenta una grave crisi per la Spagna e per l'Europa. Voglio dire a tutti gli spagnoli, specialmente a quelli che vivono a Ceuta e Melilla che ristabiliremo l'ordine nelle nostre città e alle frontiere con la massima urgenza" ha detto il premier socialista Pedro Sanchez.

"La mia priorità come presidente del governo spagnolo è di garantire la sicurezza dei confini con il Marocco e offriremo alle città di Ceuta e Melillia tutti gli strumenti per risolvere la crisi umanitaria e per organizzare il rimpatrio immediato di tutti quelli che che sono entrati irregolarmente come previsto dagli accordi firmati dalla Spagna con il Marocco" ha aggiunto Sanchez.

Le enclavi spagnole di Ceuta e della vicina Melilla, sulla costa settentrionale del Marocco, sono da tempo una calamita per i migranti africani che cercano di raggiungere l'Europa in cerca di una vita migliore. La nuova ondata è legata alla pandemia e all'ulteriore povertà che si è verificata nei Paesi sub-sahariani, ma anche alle tensioni diplomatiche tra Rabat e Madrid per la decisione della Spagna di consentire che venga curato in un ospedale spagnolo il capo del Fronte Polisario, Brahim Gali, che rivendica l'indipendenza del Sahara Occidentale dal Marocco, con il sostegno dell'Algeria. Ora alcune organizzazioni umanitarie accusano Rabat di aver consapevolmente abbassato la guardia sui migranti come rappresaglia.

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