Mondo

Si riaccendono le speranze con i colloqui sul Nagorno Karabakh

Milano, 9 ott. (askanews) - L'Armenia è pronta a riprendere i colloqui mediati a livello internazionale con l'Azerbaigian per risolvere il conflitto storico e attualmente in corso sulla regione del Nagorno-Karabakh. Lo afferma il primo ministro Nikol Pashinyan, in vista dei colloqui di cessate il fuoco a Mosca.

"Siamo pronti per la ripresa del processo di pace secondo le recenti dichiarazioni dei co-presidenti e dei ministri degli esteri del Gruppo di Minsk", ha detto Pashinyan in un russo con qualche incertezza.

Pashinyan ha aggiunto che il Nagorno Karabakh è sull'orlo di un "disastro umanitario". E le violenze aumentano la preoccupazione per la sicurezza degli oleodotti azeri che portano gas naturale e petrolio in Europa.

Nel frattempo però la diaspora armena ha avviato una serie di manifestazioni nelle principali capitali mondiali, per fare pressioni sull'opinione pubblica. Scagliandosi contro non soltanto Baku, ma anche la Turchia, vista come il vero sponsor dietro l'Azerbaigian.

Proteste da Parigi a Los Angeles, passando per Stoccolma.

Le bandiere armene si alternano a quelle statunitensi in questa protesta davanti alla Casa Bianca, a Washington.

Intanto dall'Azerbaigian arriva la smentita, dopo le accuse da Erevan di aver distrutto un'importante cattedrale sul territorio conteso.

Washington, Parigi e Mosca hanno guidato la mediazione sul Nagorno Karabakh per quasi tre decenni come copresidenti dell'Organizzazione per la sicurezza e la cooperazione nel gruppo europeo di Minsk. Il cessate il fuoco è stato ripetutamente violato dalla fine di una guerra del 1991-94 che ha ucciso circa 30.000 persone.

La principale richiesta del presidente azero Ilham Aliyev per un cessate il fuoco è che l'Armenia stabilisca un calendario per il ritiro dal Nagorno Karabakh e dai territori azeri circostanti.

L'Armenia ha escluso un ritiro dal territorio che considera sue storica patria. Ha anche accusato la Turchia di coinvolgimento militare nel conflitto e di invio di mercenari, accuse smentite da Ankara.

Riproduzione riservata ©
loading...