Rostov sul Don (Russia), 23 mag. (askanews) - I tempi sono cambiati e anche i corridoi nelle viscere di Rostòv sul Don, la città meridionale più grande della Russia. Qualcosa però è rimasto intatto. Un'eredità sovietica, in questa città, che si trova proprio sul confine ideale tra Europa e Asia: i mosaici dei tunnel sotterranei, fatti a mano nel 1979. Il materiale principale utilizzato è quello di piastrelle ordinarie di fabbricazione ceca. Ma stupiscono per i colori ancora oggi vivi e per la maestria dei loro creatori che non si erano mai cimentati prima in un lavoro del genere.

Sottovalutati fino a pochi anni or sono, sono ora diventati meta turistica. Cosa ritraggono ce lo spiega Sergei Mironov, noto politologo di Rostov: "Questo mosaico ci mostra un ospedale dove nascono i bambini. Praticamente in questo tunnel ci sono le varie tappe della vita. Il bambino nasce, gioca, studia, poi arriva all'Università e si laurea. Nel sottopasso parallelo chi può diventare: a seconda della professione che sceglierà. Il tutto proprio di fronte alla facoltà di scienze agricole".

Il primo restauro di questi capolavori "casuali" è avvenuto lo scorso anno, prima della Coppa del Mondo 2018. Per ora solo un sottopassaggio è nell'elenco dei siti del patrimonio culturale identificati della regione di Rostov. Ma c è chi sta lottando per salvarli tutti.