Dopo un anno e mezzo di politiche espansive, caratterizzate da tassi bassi e iniezioni di liquidità, il mese di dicembre segnerà la fine del QE. La BCE, dunque, finirà di acquistare debito pubblico in quantità prefissate ogni mese: dall’inizio dell’intervento 80 mld, poi diventati 60, poi 30 e infine 15. La maggiore liquidità di questi mesi ha supportato l’economia, abbassando i tassi e facilitando il credito per famiglie e imprese. La fine del QE, però, manterrà il capitale circolante invariato: a oggi è quattro volte il capitale precedente al QE. La BCE, infatti, si è impegnata a mantenere gli investimenti esistenti, i titoli a scadenza, quindi, verranno riacquistati per mantenere invariata la liquidità. Tra tre anni, invece, quando il ciclo economico sarà invertito, le armi delle politiche espansive dovranno essere nuovamente cariche: i tassi dovranno essere più alti in modo da poter essere nuovamente abbassati e la BCE potrà nuovamente supportare l’economia iniettando capitali. Il commento di Carlo Altomonte, docente di Economia dell’integrazione europea all’Università Bocconi.