Città del Vaticano, 22 feb. (askanews) - Eliminare il segreto pontificio, collaborare con la giustizia locale, perché cambiare sede a un prete pedofilo è anche questo un reato. A parlare è Juan Carlos Cruz, una delle tre vittime di abusi commessi da sacerdoti in Cile, ricevuta dal Papa.

"Io credo che il Papa voglia davvero dei cambiamenti, ma il problema sono i vescovi che vengono qui, dicono "sì, sì,", poi tornano nel loro paese e tutto resta come prima. E' necessario mantenere una forma di controllo sui vescovi da qui". "Che applichino il diritto canonico, che applichino la tolleranza zero e collaborino con la giustizia locale per mandare in carcere i pedofili. Non basta la giustizia della Chiesa, bisogna collaborare con le autorità e la polizia locale. E questo non può avvenire nel segreto ecclesiastico. Sono reati, non contravvenzioni al sesto comandamento.

"E' importante eliminare il segreto che sia pontificio o come lo vogliamo chiamare. Non può esserci segreto, deve esserci trasparenza dove c'è un reato. Bisogna rispettare la vittima e proteggerla se non vuole essere pubblicizzata. Ma limitarsi a cambiare parrocchia al colpevole o mandarlo in un altro paese è un reato, come i vescovi che lo proteggono".