Caracas, 22 feb. (askanews) - Circa 3,4 milioni di venezuelani sono fuggiti dal loro paese dall'inizio della crisi politica ed economica: lo ha annunciato l'Onu, spiegando che la fuga dal Paese, che non si è ancora esaurita, rappresenta il più grande esodo nella storia recente dell'America Latina.

Le frontiere presidiate dai militari fedeli a Nicolas Maduro restano invece chiuse agli aiuti umanitari statunitensi. Ma il presidente venezuelano ha annunciato l'arrivo a Vargas di 50 tonnellate tra viveri e medicinali provenienti dalla Russia.

Resta alta intanto la tensione al confine con la Colombia a causa dei controlli ai check point che bloccano o quanto meno rallentano il passaggio di chi deve attraversare la frontiera.

E giovedì Maduro ha ordinato la chiusura della frontiera venezuelana con il Brasile proseguendo nella lotta di potere con Juan Guaido, il leader dell'opposizione proclamatosi presidente che sta invece cercando di portare aiuti umanitari all'interno del paese, nonostante il blocco militare.

Guaido ha guidato un convoglio di veicoli per raccogliere personalmente gli aiuti americani ammassati dall'altra parte del confine colombiano, rischiando che i militari di Maduro lo fermassero.

Il Venezuela ha le maggiori riserve petrolifere del mondo, ma è soffocato da una profonda crisi economica ed è soggetto a sanzioni finanziarie degli Stati Uniti.