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Nobel Fisica a Penrose, Genzel e Ghez per scoperte su buchi neri

Milano, 6 ott. (askanews) - L'Accademia Reale delle Scienze di Svezia ha assegnato il premio Nobel per la Fisica al britannico Roger Penrose, al tedesco Reinhard Genzel e alla statunitense Andrea Ghez, per le loro scoperte sui buchi neri. In particolare, l'Accademia ha attribuito il riconoscimento al britannico Roger Penrose "per la scoperta che la formazione dei buchi neri è una robusta previsione della teoria generale della relatività". Il premio è andato congiuntamente anche al tedesco Reinhard Genzel e alla statunitense Andrea Ghez "per la scoperta di un oggetto compatto supermassiccio al centro della nostra galassia".

Roger Penrose ha utilizzato metodi matematici ingegnosi per dimostrare che i buchi neri sono una diretta conseguenza della teoria della relatività generale di Albert Einstein, ha spiegato l'Accademia. Einstein stesso non credeva che i buchi neri esistessero davvero. Ma nel gennaio 1965, dieci anni dopo la morte di Einstein, Roger Penrose dimostrò che i buchi neri possono davvero formarsi e li descrisse in dettaglio; nel loro cuore, i buchi neri nascondono una singolarità in cui tutte le leggi conosciute della natura cessano. Il suo articolo innovativo, aggiunge l'Accademia, è ancora considerato il contributo più importante alla teoria della relatività generale dai tempi di Einstein.

Utilizzando i telescopi più grandi del mondo, Genzel e Ghez hanno sviluppato metodi per vedere attraverso le enormi nubi di gas e polvere interstellari fino al centro della Via Lattea. Allargando i limiti della tecnologia, hanno perfezionato nuove tecniche per compensare le distorsioni causate dall'atmosfera terrestre, costruendo strumenti unici e impegnandosi nella ricerca a lungo termine. Il loro lavoro pionieristico ci ha fornito le prove più convincenti di un buco nero supermassiccio al centro della Via Lattea, aggiunge l'Accademia.

Secondo Antonio Zoccoli, presidente dell'INFN, "Il premio Nobel di quest'anno è stato un grande riconoscimento non solo ai tre scienziati ma anche al lavoro di una vasta comunità di ricercatrici e ricercatori sulla fisica dei buchi neri, cui l'INFN dà un contributo fondamentale".

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