Bruxelles, (askanews) - I colloqui dell'ultima ora tra i principali negoziatori sulla Brexit di Londra e Bruxelles non sono riusciti a portare a una bozza di accordo sul "divorzio", per i contrasti ancora aperti sulla questione della frontiera dell'Irlanda del Nord. Il tutto a pochi giorni dal decisivo vertice dell'Unione Europea, in programma il 17 e 18 ottobre.

La Commissione europea ha confermato che rimangono "diversi punti chiave irrisolti", e di stare "continuando e intensificando" il lavoro di preparazione per un possibile "no deal", ovvero l'eventualità che non si riesca ad arrivare a un compromesso in tempo utile per rispettare la scadenza prestabilita di fine marzo 2019. Il portavoce capo della Commissione europea, Margaritis Schinas:

"Mentre continuiamo a lavorare duramente per un accordo, il nostro lavoro di preparazione e di emergenza prosegue e si intensifica", ha affermato ricordando che "non ci saranno ulteriori negoziati di qui al Consiglio europeo".

In visita all'Ambasciata britannica a Roma, il presidente del Parlamento europeo, Antonio Tajani, si è detto invece ottimista:

"Noi abbiamo proposto che nella fase di transizione, fino a che non ci sarà un nuovo trattato, l'Irlanda del Nord faccia parte del mercato interno e quindi si facciano controlli sulle merci e gli animali che arrivano in Irlanda del Nord. Credo che alla fine il buonsenso prevarrà e anche i britannici capiranno che un accordo con l'Ue permetterà loro di vivere meglio e anche di fare più business, visto che è una delle cose che a loro interessa di più".