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Nepal, i soccorritori nei tunnel della centrale idroelettrica sepolta dal fango

(LaPresse) I soccorritori strisciano all'interno di un tunnel con delle torce nella centrale idroelettrica di Rasuwagadhi, sepolta dal fango dopo l'inondazione che ha devastato il Nepal. Ad aiutare gli uomini dell'esercito nepalese c'è anche il regista e pilota di droni Manish Maharjan. L'uomo si è unito, con i suoi droni termici, alle squadre di soccorso, impegnate a localizzare e ritrovare almeno 900 operai ancora dispersi in 12 centrali idroelettriche sepolte sotto fango e detriti. Si ritiene che circa 500 di loro siano intrappolati all'interno delle gallerie delle centrali. "Abbiamo usato dei microfoni per chiamarli. In alcuni punti, abbiamo persino fatto partire delle canzoni e poi abbiamo aspettato una risposta. In alcuni casi ha funzionato e ci ha aiutato a localizzare le persone", ha detto Maharjan. "Abbiamo scoperto che i tunnel erano pieni di fango, come dentifricio in un tubetto", ha detto Maharjan. "Non c'era alcuno spazio vuoto o cavo all'interno. Alcuni operai nelle gallerie della centrale elettrica sono riusciti a chiedere aiuto quando si è verificato il disastro, e altri che sono riusciti a fuggire hanno riferito che i loro colleghi erano ancora intrappolati nelle gallerie, secondo quanto affermato da Mohan Kumar Dangi, presidente dell'Associazione dei produttori di energia indipendenti. Non è chiaro se i soccorritori abbiano avuto contatti con gli operai intrappolati dopo le prime richieste di aiuto. Nel progetto idroelettrico di Rasuwagadhi, Maharjan è riuscito a inviare un drone per esplorare le profondità del tunnel, fino in fondo, ma non ha trovato alcun segno di vita. "Abbiamo controllato ripetutamente, ma era pieno di fango e detriti", ha detto.  
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