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Nepal, proseguono i soccorsi tra gli edifici sepolti dal fango
(LaPresse/Ap) Proseguono le ricerche dei dispersi in Nepal all'indomani delle inondazioni provocate dal crollo di un ghiacciaio, al confine con la Cina. Secondo quanto riferito dalle autorità, il disastro ha causato almeno 359 morti e oltre 1300 dispersi, tra cui tre italiani. Le autorità nepalesi hanno dichiarato che decine di ponti sono stati distrutti e quasi 40 chilometri di strade sono stati danneggiati, complicando le operazioni di ricerca. Le immagini mostrano case ed edifici completamente sepolti dal fango. L'esercito nepalese ha tratto in salvo oltre 100 persone dalle zone colpite dalle inondazioni grazie a operazioni con elicotteri effettuate giovedì mattina, ha dichiarato il portavoce dell'esercito, il generale di brigata Raja Ram Basnet. I soccorritori hanno ritrovato corpi a circa 100 chilometri a valle della zona del disastro, nel distretto di Chitwan. Il disastro in Nepal e Tibet non è un caso isolato. Il sistema glaciale himalayano, sempre più instabile, minaccia comunità, infrastrutture e risorse idriche in una delle regioni più densamente popolate del mondo.