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Nagorno-Karabakh, Erdogan: ci sono tante armi russe e francesi

Ankara, 14 ott. (askanews) - Il presidente turco Recep Tayyip Erdogan è intervenuto sul conflitto in Nagorno Karabakh dopo avere smentito l'invio da parte della Turchia di combattenti siriani per sostenere l'alleato azero.

"Ci sono così tante armi che arrivano dalla Russia. Allo stesso modo ci sono così tante armi che arrivano dalla Francia. Perché non parlate di questo?".

"Qui c'è un'occupazione. Queste terre sono sotto occupazione, se ci sono dei diritti umani nel mondo, se c'è democrazia, se sei responsabile per la risoluzione di questa vicenda come parte del trio di Minsk per 30 anni, cosa dovresti fare? Non approvare, ma mettere fine a queste trattative definitivamente e restituire queste terre ai loro proprietari".

In un intervento trasmesso mercoledì in tv, il presidente turco ha inoltre smentito: "Quelli che chiamano dicendo 'avete mandato i mujaheddin dalla Siria'. Non abbiamo niente di tutto ciò in agenda". All'inizio di ottobre, il presidente francese, Emmanuel Macron, ha accusato Ankara di avere inviato dei jihadisti siriani nella regione, accusando la Turchia di avere oltrepassato la linea rossa.

Armenia e Azerbaigian, due ex Repubbliche sovietiche, sono da decenni in conflitto per il controllo del Nagorno-Karabakh, una regione a maggioranza armena che si è staccata dall'Azerbagian dopo una guerra negli anni Novanta costata circa 30.000 vite umane. L'Azerbagian non ha mai nascosto il desiderio di riavere indietro quelle terre e nessuno Stato ha mai riconosciuto la dichiarazione di indipendenza del Nagorno-Karabakh.

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