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Mondiali 2026, negli Usa tutto pronto ma non le dimore promesse ai senzatetto fuori dagli stadi

(LaPresse) Al via questa settimana i Mondiali 2026, eppure gli Stati Uniti stanno ancora facendo i conti con una delle questioni più annose del Paese: le persone senza fissa dimora. A Seattle, una delle città statunitensi che ospiterà le partite della Coppa del Mondo, la sindaca Katie Wilson aveva prefissato l'obiettivo - che però non è stato raggiunto - di costruire 500 nuovi rifugi entro l'inizio del torneo. Dei 500 prefabbricati a cui si ambiva, solo 75 sono stati effettivamente costruiti, in un'area lontana dalla zona dello stadio. “Ha decisamente raggiunto un punto critico - ha detto a proposito del fenomeno Amy King, amministratrice delegata di Pallet Shelter, che costruisce alloggi prefabbricati per i senzatetto o per rispondere alle emergenze causate da disastri naturali -. La Coppa del Mondo non cambia il fatto che si tratti di un problema che deve essere affrontato. Penso che funga da catalizzatore per permetterci di parlarne davvero in modo più significativo”. Tra le persone senza fissa dimora, la consapevolezza di rappresentare una questione da affrontare, a pochi giorni dalla prima partita dei mondiali è alta: "Immagino che dato che sta arrivando tutto il mondo, non vogliano i senzatetto in giro", ha affermato Chris Moore, che vive accampato con la moglie tra un marciapiede e i binari del treno a pochi isolati dallo stadio.
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