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Milano, protesta Pro Pal davanti al Consolato egiziano

(LaPresse) Protesta Pro Pal, martedì 5 agosto, davanti al Consolato egiziano a Milano. L'iniziativa di dieci persone aderenti ai movimenti Palestina Libera e Ultima Generazione, che hanno lanciato vernice rossa contro l’ingresso dell’ambasciata egiziana a Milano dopo aver deposto a terra foto di persone palestinesi morte nel corso della guerra e averci versato sopra della vernice rossa. Si tratta di un’azione di protesta per chiedere al governo egiziano, nella persona del console Hisham Mohamed Moustafa El Sherif, l’apertura immediata del valico di Rafah per poter portare aiuti alle persone della striscia di Gaza stremate da bombardamenti e carestia. La popolazione palestinese, bloccata nella striscia di Gaza, sta affrontando da mesi una grave crisi umanitaria: "I pazienti muoiono per ferite curabili a causa della mancanza di antibiotici. I bambini soffrono di malnutrizione acuta. Senza un cessate il fuoco e ingressi massicci di aiuti, Gaza diventerà un cimitero” dichiara l’ONG Medici senza Frontiere. Attualmente il valico viene aperto solo temporaneamente. Human rights watch ha documentato le tangenti richieste dalle autorità di frontiera egiziane come unico mezzo per lasciare la striscia di Gaza. Rachele ha dichiarato: Sono una mamma che non può distogliere lo sguardo da un genocidio in corso. Le brutalità del governo sionista Israeliano vengono trasmesse live ed è nostro compito come esseri umani e come genitori prendere una posizione ed obbligare i nostri governi a non chiudere gli occhi. Il genocidio palestinese è compiuto con le armi, per esempio quelle che la Leonardo continua a inviare a Israele e contro il  cui invio si batte Palestina Libera e con il blocco degli aiuti umanitari, ma anche in modo più subdolo; come, per esempio, con gli accordi che la multinazionale francese  Carrefour ha fatto con società israeliane presenti nei territori occupati illegalmente, oppure attraverso i tanti prodotti "israeliani" , prodotti agricoli coltivati nelle terre occupate illegalmente a danno dei palestinesi, che ogni giorno arrivano sugli scaffali dei nostri supermercati. Anche questa è una forma di complicità e anche per questo Ultima Generazione ha lanciato, a partire dall'11 ottobre, il boicottaggio dei supermercati. L'azione  è stata organizzata ad un giorno dalla notizia dell’imminente invasione della striscia di Gaza da parte dell’esercito israeliano; sempre ella giornata di ieri inoltre la Lega avrebbe depositato una proposta di legge per punire chiunque critichi il governo di Israele, utilizzando il solito giochetto per cui, ogni critica ad Israele e al suo governo, viene equiparata ad antisemitismo: un'altra prova della sudditanza del nostro governo al regime sionista. Un motivo in più per continuare a scendere in strada e ribellarci. La campagna “Palestina Libera” è il ramo italiano della campagna internazionale “Palestine Action” che in Inghilterra ha portato alla chiusura di 3 fabbriche di armi coinvolte con il genocidio a Gaza. La richiesta della campagna è quella di rispettare l’articolo 11 della costituzione italiana interrompendo l’invio di armamenti italiani a Israele.
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