Vienna (askanews) - "Anche se si tratta di un problema difficile, ritengo che sarebbe opportuno che gli Stati membri si assumessero maggiori responsabilità".

Il capo della diplomazia dell'Unione Europea, Federica Mogherini, ha sollecitato gli stati membri a essere più responsabili, al fine di garantire che la missione Sophia continui a soccorrere i migranti nel Mare Mediterraneo. Alla riunione dei ministri della Difesa europei a Vienna, il ministro italiano Elisabetta Trenta ha proposto una rotazione dei porti di sbarco dei migranti raccolti in mare dalle navi della missione Sophia, attualmente comandata dall'Italia.

Roma propone un meccanismo d'identificazione di un certo numero di porti di sbarco in vari Paesi europei. La gestione operativa di tale meccanismo verrebbe assicurata da una celluladi coordinamento, da istituire a Bruxelles o altrove.

Al momento tutte le navi attraccano in Italia, ma il governo Lega-M5S chiede di non sopportare l'onere da solo e che gli altri Stati dell'Ue facciano la loro parte. E nei commenti prima della riunione, Mogherini li ha invitati a mostrare un "atteggiamento costruttivo" per continuare con la missione fornendo linee guida chiare.

"Non possiamo permetterci - ha aggiunto Mogherini - di lasciare un'operazione dell'UE senza chiarezza sulle regole che deve seguire".

I leader dell'Unione europea s'incontreranno nella città austriaca di Salisburgo a settembre per discutere della crisi dei migranti. L'Austria detiene attualmente la presidenza di turno dell'Unione. La Missione Sophia è stata lanciata nel giugno 2015 in seguito a una serie di naufragi e da allora ha soccorso migliaia di migranti nel Mediterraneo.