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Lo spot Nike sul bullismo che ha fatto infuriare i giapponesi

Milano, 2 dic. (askanews) - Ha scatenato una mezza bufera in Giappone e un acceso dibattito sui social il nuovo spot della Nike lanciato pochi giorni fa. Come da sua tradizione il marchio di abbigliamento sportivo ha lanciato un video di due minuti in cui si affrontano temi importanti di attualità, in questo caso bullismo e discriminazione, mostrando esempi di chi anche attraverso lo sport è riuscito a superare le difficoltà.

Ma lo spot non è piaciuto a molti giapponesi che hanno invaso i social con commenti polemici bollando il racconto come un esempio di steroptipi falsi e fuorvianti sul Giappone. Alcuni hanno addirittura chiesto di boicottare la Nike. Lo spot su YouTube, che ha ormai registrato milioni di visualizzazioni, ha ricevuto anche decine di migliaia di like. La pubblicità è giudicata "sorprendente", "potente" e "bella" da molti.

Intitolato "The Future Isn't Waiting", lo spot Nike mette in scena tre ragazze adolescenti che giocano a calcio: una è giapponese, un'altra è sudcoreana, mentre la terza ha un padre nero e una madre giapponese.

In una sequenza, la ragazza di razza mista è circondata da un gruppo di compagni di classe che le toccano i capelli.

In un'altra la ragazza coreana legge sullo smartphone articoli sugli "zainichi", una parola che descrive i coreani che vivono in Giappone.

La ragazza giapponese, invece, è vittima di bullismo in classe mentre a casa subisce pressioni dai genitori sui risultati a scuola.

Alla fine, le tre ragazze supereranno i loro problemi e le loro fragilità grazie allo sport.

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