fondi europei

La parità di genere non è più un miraggio. Anche grazie ai fondi Ue

di Federica Sofia Fumagalli

Lo scorso 4 novembre è stato l'#EqualPayDay europeo, ovvero il giorno in cui le donne hanno simbolicamente smesso di essere pagate rispetto ai loro colleghi uomini che ricoprono la medesima posizione. Nella stessa data un team interamente al femminile dell'Istituto per la ricerca sociale di Milano ha presentato presso la commissione Sviluppo regionale del Parlamento Ue un'inchiesta sulla “dimensione di genere” della Politica di Coesione.L'Italia è emersa tra gli Stati Membri dell'Unione che più si stanno impegnando per la promozione dell'occupazione femminile. Il nostro Paese, infatti, investe nell'attuale periodo di programmazione 255,5 milioni di euro di fondi strutturali per il raggiungimento della parità di genere, classificandosi terzo in termini assoluti dopo la Polonia (441, 9 milioni), e la Repubblica Ceca (269 milioni).Tali investimenti hanno fatto sì che l'Italia nel decennio 2005-2015 registrasse tra tutti i Paesi europei il più importante incremento (+12.9 punti) del punteggio GEI, ovvero l'indice che misura il livello di parità di genere di uno Stato basandosi sulle differenze tra uomo e donna in termini di lavoro, reddito, educazione, tempo, potere e salute. MA si può fare meglio, visto che l'indice GEI per l'Italia (62.1) è ancora inferiore alla media europea di 66.2: un divario dovuto soprattutto agli indicatori sull'influenza in ambito lavorativo delle donne italiane, considerata insufficiente.Manuela Samek Lodovici, coordinatrice dello studio, si dichiara fiduciosa nel potenziale della politica di coesione per il supporto al raggiungimento della parità di genere. In media il 55% dei fondi Ue (pari a 195,430 miliardi di euro) nel periodo 2014-2020 può riguardare la parità di genere, alla quale il Fondo Sociale Europeo contribuisce in maniera diretta e il Fondo Europeo di Sviluppo Regionale indirettamente.L'Italia, in linea con la media Ue dedica il 2,5% delle allocazioni del FSE alle risorse per l'occupabilità femminile, con numerosi progetti regionali. Tra tutte spicca la Regione Campania che, attraverso finanziamenti per 10 milioni di euro, si propone come pioniera nel coinvolgimento delle parti interessate nella fase di programmazione. Lo scopo è la promozione di un sistema territoriale integrato di azioni che incoraggiano la partecipazione delle donne al mercato del lavoro, attraverso l'impiego di servizi di informazione e orientamento e servizi di assistenza per la prima infanzia.
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