Wellington, (askanews) - All'interno di un "marae" luogo sacro dedicato a cerimonie e celebrazioni tribali, un gruppo di studenti della Wellington high school assiste ad uno spettacolo teatrale recitato in maori. Una scena impensabile in Nuova Zelanda fino a 10 anni fa, quando questa antica lingua veniva ormai considerata condannata a scomparire, dopo decenni in cui è stata addirittura vietata nelle scuole. Ma poi qualcosa è cambiato: l'attenzione per la cultura indigena è cresciuta, sono fioriti corsi, alcune espressioni tribali sono entrate nelle poesie e nelle canzoni dei rapper.

"Io vedo la lingua maori come un enorme arricchimento per la Nuova Zelanda, e una opportunità - dice Charles Royal - docente ed esperto dell'antico alfabeto - Bisogna farla uscire dall'ombra e farla entrare in pieno nella vita neozelandese. Voglio vincere questa battaglia mostrando la bellezza della lingua neozelandese".

La strada è ancora lunga ma i primi risultati si vedono, tanto che alcune parole indigene sono entrate nel linguaggio comune. L'obiettivo del governo è che nel 2040 oltre 1 milione di persone parli l'antica lingua del Sud Pacifico correntemente.