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La Nobel bielorussa denuncia: è "terrore" nel mio Paese

Minsk, 9 set. (askanews) - Per Aleksandr Lukashenko non c'è nulla da discutere con l'opposizione. Ma qualcuno nel suo Paese, la Bielorussia, la pensa diversamente. Svetlana Alexievich, premio Nobel per la Letteratura, ha accusato le autorità bielorusse di aver terrorizzato la propria gente, mentre un altro politico dell'opposizione è stato arrestato da uomini mascherati in borghese, Maxim Znak, l'ultima figura ad essere sequestrato in una campagna sistematica del governo del presidente in carica ormai da quasi 27 anni.

"Quello che sta accadendo è il terrore contro il popolo", ha detto Alexievich. "Dobbiamo unirci e non rinunciare alle nostre intenzioni. C'è il pericolo di perdere il Paese", ha detto. La Nobel è l'unica nel Consiglio dell'Opposizione bielorussa a essere ancora libera in patria, dopo che Znak è stato preso. Mentre il padre dell'attivista Maria Kolesnikova ha detto ai media che la giovane è in carcere a Minsk ed è tenuta in isolamento.

Nel frattempo Lukashenko ha sollevato la possibilità di una riforma costituzionale e di una nuova elezione presidenziale - ipotesi che ha avanzato in passato - ma ha detto che è troppo presto per dire quando. Il leader in carica si recherà in visita a Mosca, il cui supporto dipende soprattutto dal fatto che la Bielorussia è strategicamente importante come stato cuscinetto con la NATO e un Paese di transito per le sue esportazioni di petrolio e gas. Ma certo la chimica tra Lukashenko e Vladimir Putin non ha mai brillato per simpatia reciproca.

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