Milano (askanews) - È la marcia degli ultimi verso la speranza di una vita migliore. Migliaia di persone hanno lasciato le loro case in Honduras mettendo nei bagagli una vita intera e stanno attraversando l'America Centrale per dirigersi verso gli Stati Uniti e il Canada. Uomini, donne e bambini, intere famiglie stanno compiendo un vero e proprio esodo, accompagnati dalle minacce di Donald Trump.

"Come sapete manderò i militari per difendere il nostro confine meridionale se necessario", ha detto minacciando di chiudere la frontiera col Messico per impedire l'arrivo dei migranti e rilanciando così uno dei suoi temi fondamentali della sua campagna elettorale a meno di un mese dalle elezioni di midterm.

La carovana è partita circa una settimana fa dall'Honduras, poco più di mille persone che, come un fiume in piena, durante la marcia attraverso il Guatemala e il Messico si è gonfiato, con centinaia di persone che ne aspettavano il passaggio a bordo strada per unirsi. Adesso dovrebbero essere all'incirca 4.000. Sono in fuga dalle violenze, dalla miseria, dalla povertà, dall'impossibilità anche solo di immaginare una vita decente nel luogo in cui vivono.

"Noi non possiamo più vivere in Honduras racconta quest'uomo: non abbiamo una casa, non abbiamo figli, ci è stato portato via tutto dalle inondazioni dall'acqua. Cerchiamo una nuova vita un futuro migliore".

"Noi vogliamo andare negli Stati Uniti per lavorare - dice questa donna che ha appena attraversato un fiume pur di superare la frontiera fra Honduras e Guatemala - ho sette figli, noi vogliamo entrare".