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"La Groenlandia non è in vendita" è la risposta alle mire di Trump
Nanortalik (Groenlandia), 16 ott. (askanews) - I cappellini che per contrasto ricordano proprio quello del movimento Maga e le magliette con lo slogan "La Groenlandia non è in vendita" sono uno degli strumenti per dire no alle mire espansionistiche di Trump sull'isola di ghiaccio. Si trovano ovunque nei negozi di souvenir dei paesini che affacciano sull'oceano. A poche settimane dalle elezioni di medio termine negli Stati Uniti, il presidente si è vantato di aver messo le mani sul paese. "Avete sentito parlare della Groenlandia? Oh, 'È terribile. Sapete, era di proprietà della Danimarca, ma adesso si aggiunge al nostro splendido piatto" ha detto il presidente degli Stati Uniti, sostenendo di aver acquisito la Groenlandia, dopo l'accordo raggiunto con la Danimarca che prevede, in realtà solo nuove condizioni per lo sfruttamento delle basi militari nell'isola artica. Tra la popolazione locale c'è preoccupazione, a Nanortalik, la città più meridionale della Groenlandia che da pochi anni si è aperta al turismo nella stagione calda, si teme che la situazione possa complicarsi. "Io penso che altri paesi vogliano la nostra terra perchè è ricca di minerali, gli Stati Uniti vogliono prelevare illegalmente il nostro petrolio" racconta Toby, una guida di etnia Inuit, che poi aggiunge "Siamo pochi e abbiamo un territorio molto grande e difficile, noi preferiamo stare con la Danimarca e l'Europa, che ci garantiscono fondi per la sanità e l'istruzione pubblica". Trump ha infatti annunciato l'imminente avvio di una "massiccia attività di esplorazione di petrolio, gas e minerali sull'isola artica" anche se le autorità di Nuuk hanno smentito. "Se la Groenlandia passa sotto di loro penso che la Danimarca avrà un grosso problema, perchè il 92% del territorio danese è costituito dalla Groendandia" spiega Mark, un danese che da 25 anni vive sull'isola e lavora nella manutenzione delle infrastrutture strategiche. "Trump può venire e dire che lui possiede la Groelandia, ma non potrà mai averla, è un paese enorme e tutto costa moltissimo, è difficile spostarsi da una città all'altra e d'inverno fa così freddo che non si può nemmeno uscire di casa" conclude facendo allusione al fatto che il governo della Groenlandia si sia lasciato corrompere dai dollari americani. Trump ha più volte ribadito di aver bisogno della Groenlandia per la sicurezza nazionale ma le ultime dichiarazioni fanno capire che in ballo c'è molto di più.