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L'alta corte di Londra dice no a referendum indipendenza Scozia

Roma, 23 nov. (askanews) - La Corte Suprema di Londra boccia l'ipotesi di un secondo referendum sull'indipendenza della Scozia, mentre fuori dall'edificio manifestano i sostenitori dello Scottish National party con le bandiere scozzesi.

L'Alta Corte, nelle parole del presidente Robert Reed, all'unanimità ha deciso che in assenza di modifiche delle norme sui rapporti fra Londra e Edimburgo, il parlamento scozzese non ha il potere di legiferare su un nuovo referendum.

La prima consultazione del 2014 vide la vittoria dei No all'indipendenza con oltre il 55%. Ma le cose sono cambiate dopo la Brexit; la maggioranza degli scozzesi aveva votato per restare nell'Unione Europea.

La premier scozzese Nicola Sturgeon su Twitter si è detta delusa dalla sentenza dell'Alta Corte e in una dichiarazione dai toni duri ha parlato di una grande mobilitazione necessaria: "Perché non dobbiamo avere dubbi che adesso in pericolo è la democrazia. Non si tratta più solamente dell'indipendenza o meno della Scozia, per quanto la decisione sia vitale. Ora la questione fondamentale è se abbiamo o meno il diritto basilare, democratico di scegliere il nostro futuro".

Mentre i deputati dello Scottish National Party promettono che andranno avanti, e che ora la questione torna dall'arena giudiziaria a quella politica.

Come dice la deputata Philippa Whitford: "Avrei preferito che dicessero di sì perché avrebbe velocizzato le cose, ma in fin dei conti l'indipendenza andrà comunque negoziata con Londra, dovranno esserci delle trattative con il governo".

Un governo conservatore ora guidato dal primo ministro Rishi Sunak che continua a escludere categoricamente l'idea dell'indipendenza.

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