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Kirghizistan nel caos dopo voto, assalto agli edifici governativi

Milano, 7 ott. (askanews) - Non c'è soltanto la Bielorussia in piena crisi post elezioni. Il Kirghizistan, anch'esso ex repubblica sovietica, scivola sempre più nel caos mentre le fazioni rivali dell'opposizione hanno preso il potere, dopo aver dato l'assalto agli edifici governativi, costringendo il primo ministro a dimettersi e ad annullare le elezioni legislative.

Due presidenti sono stati rovesciati in Kirghizistan negli ultimi 15 anni e la Russia, alleata di lunga data, ha espresso preoccupazione per la diffusione delle proteste in tutto il paese, confinante con la Cina. Vladimir Putin, che oggi festeggia il suo 68esimo compleanno, ha dichiarato alla tv di stato: "Ci aspettiamo che tutti i processi politici interni a cui stiamo assistendo oggi finiscano, finiscano rapidamente, senza perdite".

Il parlamento ha accettato di nominare il politico dell'opposizione Sadyr Zhaparov - liberato dalla prigione dai manifestanti poche ore prima - per il primo ministro, ma una folla inferocita ha fatto irruzione nell'hotel dove si era riunito, costringendo Zhaparov a fuggire da una porta sul retro, secondo i media kirghisi. Facendo un'apparizione in televisione a tarda notte, Zhaparov ha detto che avrebbe proposto una riforma costituzionale prima di tenere le elezioni presidenziali e parlamentari tra due o tre mesi.

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