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Kiev ordina l'evacuazione dal Donetsk, il dramma delle famiglie

Roma, 1 ago. (askanews) - Bakhmut è una delle poche città rimaste sotto il controllo ucraino nella regione di Donetsk, cuore dell'offensiva russa nell'Est del Paese. La sua conquista per Mosca sarebbe strategica e aprirebbe la strada verso Kramatorsk; i bombardamenti negli ultimi giorni sono sempre più insistenti. Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha esortato tutti i 200.000 civili che ancora vivono nelle aree controllate dagli ucraini ad andarsene il prima possibile. È stata ordinata l'evacuazione di massa obbligatoria nella regione.

Ma molti si sono rifiutati, soprattutto gli anziani. Qualcuno però dopo i recenti attacchi che hanno provocato tre morti e molti feriti, ci sta ripensando. Olena, 31enne di Bakhmut, dice di essere disposta a tutto per proteggere sua figlia. Ma la sua famiglia è una delle poche ad essere rimasta. Non può abbandonare la nonna malata e costretta a letto. "Ieri sera quando c'erano i bombardamenti ho alzato il volume della tv per non farli sentire a mia figlia - racconta - una settimana fa, quando Bakhmut è stata duramente bombardata, si è svegliata due volte durante la notte. Anche lei ha paura. Si sveglia e non capisce cosa stia succedendo".

"Qui non c'è futuro per i bambini, qui si spara ancora", afferma Lena, di Bakhmut, anche lei madre.

Più di un terzo degli abitanti, che sono circa 73.000, è fuggito dalla città e le autorità insistono per far partire tutti. Le strade sono ormai quasi deserte, per strada ci sono solo carri armati e si sentono solo colpi di artiglieria.

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