Nairobi, 22 feb. (askanews) - L'atteso verdetto dell'Alta Corte del Kenya sulla costituzionalità della legge che rende reato penale l'omosessualità è stato rinviato a maggio. Uno dei giudici che stanno lavorando sul caso ha giustificato la decisione con la consistente mole di lavoro arretrato, sottolineando inoltre che uno dei suoi colleghi è in ferie e che gli altri tre che si occupano del dossier sono impegnati anche in numerosi altri casi.

"La sentenza è stata posticipata al 24 maggio" ha detto Eric Gitari, attivista gay, "i giudici si sono scusati ma hanno detto che hanno troppo lavoro". "Accettiamo le scuse, gli diamo più tempo, siamo dispiaciuti ma ottimisti, aspettiamo dal 2016 quindi attendere tre mesi in più non cambia molto".

L'Alta Corte è stata infatti "investita" del caso nel 2016 dalle organizzazioni per la difesa degli omosessuali, che chiedono che siano abrogate le leggi che risalgono all'epoca coloniale che rendono l'omosessualità un reato. Una sezione del codice penale del Paese, prevede che chiunque abbia una "conoscenza carnale... contro l'ordine naturale" possa essere condannato a reclusione fino a 14 anni, un'altra prevede cinque anni di carcere per "pratiche indecenti tra uomini".

Chi ne chiede l'abolizione afferma che le sezioni del codice penale sull'omosessualità sono in diretta contraddizione con la Costituzione adottata nel 2010, che prevede l'eguaglianza dei cittadini di fronte alla legge. I difensori dei diritti degli omosessuali hanno riconosciuto che le condanne in virtù di questa legge sono rare, ma reputano le leggi anticostituzionali e persecutorie contro la comunità Lgbt.