Srinagar (India), 18 feb. (askanews) - È sempre più alta la tensione in Kashmir, dove almeno quattro soldati indiani sono rimasti uccisi in un violento scontro a fuoco con i ribelli, quattro giorni dopo l'attentato suicida costato la vita a 41 paramilitari. Sono morti anche due ribelli e un civile nella sparatoria durante un'operazione lanciata dall'esercito nel distretto di Pulwama, teatro dell'attentato suicida di giovedì scorso, situato 40 chilometri a Sud della principale città del Kashmir indiano, Srinagar.

Le forze indiane hanno lanciato una vasta caccia all'uomo per individuare i responsabili dell'attentato di giovedì, il più sanguinoso messo a segno nella regione negli ultimi 30 anni. L'attacco è stato rivendicato dal gruppo islamista Jaish-e-Mohammed (JeM), che ha sede in Pakistan. Il premier indiano Narendra Modi ha promesso di "far pagare un prezzo alto" ai responsabili dell'attacco, che ha scatenato un'ondata di rabbia in tutto il Paese. Continuano infatti le manifestazioni contro il Pakistan in molte città indiane, tra le quali New Delhi.

Il Kashmir è diviso tra India e Pakistan dall'indipendenza dal dominio britannico, nel 1947.