Strasburgo, (askanews) - No ai nazionalismi e all'ora legale, sì alla sovranità europea e al rafforzamento dei confini e della moneta unica. Questi alcuni passaggi cruciali dell'ultimo discorso sullo Stato dell'Unione tenuto dal presidente della Commissione europea, il lussemburghese Jean-Claude Juncker, davanti al Parlamento europeo a Strasburgo.

"L'ora della sovranità europea è definivitamente suonata. L'ora per l'Europa di prendere in mano il proprio destino. Dobbiamo dimostrare che insieme - Est, Ovest, Est e Nord - possiamo gettare il seme di un'Europa più sovrana".

Juncker ha poi proposto di potenziare la Guardia di frontiera e costiera dell'Ue con 10mila uomini entro il 2020 per un maggiore controllo dei confini esterni europei. E sulla politica estera dell'Unione ha sottolineato:

"Bisognerà rafforzare la nostra capacità di parlare con una voce sola in materia di politica estera. Oggi la commissione vi propone nuovamente di passare al voto di maggioranza qualificata nel dominio preciso sulle relazioni estere".